Il Tarlo: infestante del legno

Gli insetti xilofagi, noti come tarli del legno sono una delle principali cause di degrado del legno. Insediandosi in numero dentro una trave o un mobile, si nutrono del legno, scavando profonde gallerie all’interno. Particolarente pericoloso nel caso di capriate, travi, ed elementi portanti poiché ne compromettono integrità e resistenza. Particolarmente dannoso per mobili e opere di pregio dove causa danni estetici.

Quando il legno è infestato dai tarli, è necessario intervenire tempestivamente sia per fermare il propagarsi dell’infestazione ( I primi segnali visivi compaiono quando è già in pieno corso) sia per evitare di venire a contatto con parassiti associati come le tarme, note per attaccare l’uomo.

Le famiglie di tarli più diffuse:

Anobidi

Anobidi (Comunemente noti come “Tarli dei mobili”)

Sono i parassiti più diffusi nelle nostre abitazioni, noti per il caratteristico e incessante ticchettio notturno (il richiamo sessuale dei maschi) e per la fitta costellazione di piccoli fori che lasciano sulle superfici.

Come si riconoscono
Creano fori di sfarfallamento circolari e piccoli, con un diametro compreso tra 1 e 2 mm. Il “rosume“ (la polvere di legno espulsa) è fine ma granuloso al tatto. Un segnale acustico distintivo di alcune specie di questa famiglia (come lo Xestobium rufovillosum, o “Orologio della morte“) è un ticchettio ritmico, udibile soprattutto di notte, utilizzato come richiamo sessuale.
Cosa attaccano
Prediligono i legni vecchi e molto stagionati, siano essi conifere o latifoglie. Attaccano principalmente manufatti storici, mobili antichi, cornici, sculture, libri, ma possono estendersi anche alle travi dei solai.
Uova deposte
La femmina depone dalle 20 alle 60 uova, sfruttando spesso le fessure naturali del legno o persino i fori di sfarfallamento già esistenti.
Ciclo biologico
Lo sviluppo da uovo a insetto adulto (la fase in cui la larva scava e si nutre) dura in media da 1 a 3-4 anni, a seconda della temperatura e dell’umidità ambientale.
Durata dell’infestazione
Poiché riutilizzano gli stessi fori per deporre nuove uova, le generazioni si accavallano. L’infestazione diventa cronica e può durare decenni, fino a svuotare completamente l’interno del manufatto lasciando intatta solo la pellicola esterna.
Cerambicidi

Cerambicidi (Il temibile “Capricorno delle case”)

Rappresentano la minaccia più grave e distruttiva per le strutture portanti. Le loro larve sono dotate di mandibole potentissime, capaci di produrre un rumore di raschiamento chiaramente udibile a orecchio nudo durante il silenzio della notte.

Come si riconoscono
I fori di uscita sono inconfondibili: sono grandi e di forma ovale, con dimensioni che variano dai 6 ai 10 mm. Il rosume è grossolano, a forma di piccoli cilindretti (simili a piccoli “sigari“). Il segnale di allarme principale è acustico: il rumore di raschiamento delle potenti mandibole della larva che erode il legno è chiaramente avvertibile nel silenzio notturno.
Cosa attaccano
Sono i nemici giurati del legno strutturale. Attaccano l’alburno delle conifere (legni resinosi e teneri come abete, pino, larice). Colpiscono direttamente l’ossatura degli edifici: travi, capriate, tetti ventilati, solai e infissi.
Uova deposte
Sono estremamente prolifici. Una femmina può deporre fino a 200-400 uova nelle crepe e nelle fessure del legname grezzo.
Ciclo biologico
Hanno una vita larvale lunghissima. La larva scava e distrugge il legno per un periodo che va dai 3 fino a oltre 10 anni prima di uscire allo scoperto.
Durata dell’infestazione
A causa del ciclo larvale lunghissimo, il danno è silenzioso (a parte il raschiamento) ma inesorabile. L’infestazione dura molti anni per singola generazione e, se non bloccata, compromette gravemente la tenuta statica e la sicurezza strutturale dell’edificio.
Lictidi

Lictidi (Conosciuti come “Tarli del parquet”)

Sono infestanti aggressivi e rapidissimi nel consumo della materia lignea. Il loro passaggio riduce l’interno del legno in una massa talmente friabile da essere definita “effetto farina”.

Come si riconoscono
I fori di sfarfallamento sono minuscoli, tra 1 e 1,5 mm di diametro. Il segno clinico per eccellenza è il rosume: a differenza degli Anobidi, la polvere prodotta è impalpabile, soffice e leggerissima, del tutto simile al borotalco o alla farina (da qui l’“effetto farina“). L’attività delle larve non produce rumori udibili.
Cosa attaccano
Attaccano esclusivamente il legno tenero (alburno) delle latifoglie (come rovere, castagno, frassino, noce) con vasi linfatici ampi e ricchi di amido. I danni si concentrano su parquet, battiscopa, perlinature e mobili moderni in legno massello.
Uova deposte
La femmina depone mediamente tra le 50 e le 70 uova. A differenza delle altre famiglie, le “inietta“ in profondità direttamente all’interno dei vasi aperti del legno grazie a un lungo ovopositore.
Ciclo biologico
Hanno un metabolismo estremamente rapido. L’intero ciclo biologico si completa solitamente in 1 anno, ma negli ambienti domestici moderni, secchi e riscaldati, può scendere anche a soli 6-8 mesi.
Durata dell’infestazione
Proprio per la brevità del ciclo riproduttivo, l’infestazione si diffonde a macchia d’olio. Nel giro di brevissimo tempo (1-3 anni) un’intera pavimentazione in parquet o un mobile possono essere ridotti internamente in farina e collassare sotto la minima pressione.

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